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Trasloco: come affrontarlo senza stress

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  • Categoria dell'articolo:Vivere

Prima o poi tocca a tutti. Il trasloco è un’esperienza che ha fatto storcere il naso a molti e, nei casi più estremi, ha messo a dura prova intere famiglie. Eppure, a volte, ha anche svelato talenti insospettati o fatto emergere capacità strabilianti di organizzazione.

Al di là dell’aspetto pratico, c’è tutto un mondo emotivo dietro all’esperienza di cambiare casa. Chiunque abbia vissuto questo rito di passaggio sa che significa immergersi in emozioni contrastanti: si passa più volte dalla frustrazione alla soddisfazione, si giura che “sarà l’ultimo trasloco della mia vita”, ci si commuove o ci si rallegra ritrovando un oggetto dimenticato. È come navigare in un mare di ricordi.

Il più delle volte, però, il trasloco viene vissuto come un’esperienza prevalentemente negativa. Secondo la scala dello stress di Holmes e Rahe è riconosciuto come uno degli eventi di vita più stressanti. E non è difficile capire perché: non si tratta solo di spostare scatoloni, ma di perdere punti di riferimento — e più ci si allontana dalla casa attuale, più la sensazione di smarrimento si fa intensa — e di vivere immersi nell’incertezza di un nuovo ambiente e di nuove dinamiche. Non è solo la fatica fisica (che già da sola è considerevole) a fare la differenza: è soprattutto la pressione emotiva.

Vediamo allora come si svolge l’intero processo che porta dalla vecchia alla nuova casa.

La fase di preparazione

La prima fase del trasloco è quella dell’organizzazione, ed è qui che entra in gioco il tuo lato più meticoloso. Dopo oltre dieci traslochi, il mio consiglio è di catalogare ogni scatola: numerala e annota il contenuto su un foglio o in un file digitale. Questa operazione è superflua se porti tutto nella nuova casa, ma diventa preziosa se parte del materiale finirà in un garage, un magazzino, un ripostiglio — o nella cantina di qualche amico molto paziente. Nel dubbio, cataloga: male non fa.

Cosa ti servirà:

  • Pennarelli grandi
  • Blocco di carta o smartphone
  • Nastro adesivo per pacchi
  • Taglierino o forbici
  • Scatole

La scelta dei contenitori

La soluzione più immediata sono gli scatoloni di cartone, e nella maggior parte dei casi è anche quella giusta. Se però alcune scatole finiranno in un deposito per un periodo prolungato, vale la pena valutare dei contenitori in plastica, per evitare problemi di umidità, muffa o insetti.

Trucchetto per risparmiare: chiedi al supermercato sotto casa se ha cartoni da smaltire. Il più delle volte risolvi così, senza spendere nulla.

Come fare le scatole

Se decidi di comprarle, punta su dimensioni diverse. Le scatole grandi sono ideali per vestiti, lenzuola e asciugamani. In alternativa, puoi usare borse morbide: hanno i manici, sono comode da trasportare e, a differenza delle scatole, molto più pratiche da conservare e riutilizzare. Io mi sono trovata benissimo con queste. Nelle scatole di medie dimensioni — prendile con i fori laterali che agevolano il trasporto (tipo queste) — puoi mettere gli oggetti che non pesano molto.

Per libri e oggetti pesanti usa invece quelle piccole: una scatola grande piena di libri diventa ingestibile — e rischia di cedere. Chiudi sempre le scatole con abbondante nastro adesivo: meglio un giro in più che raccogliere i cocci del tuo servizio di piatti buono.

Approfitta per fare un po’ di decluttering

Il trasloco è un’ottima occasione per fare pulizia e liberarsi di ciò che non serve più. Attenzione però alla trappola del “non si sa mai”: è la vera kryptonite del minimalismo. Senza scomodare Marie Kondo, chiediti semplicemente: quando è stata l’ultima volta che hai usato quell’oggetto? Ti serve davvero nella nuova casa, nella nuova vita?

(Ho comprato il suo libro, ma alla fine ho sempre fatto di testa mia — diciamo che ho imparato con l’esperienza)

Il camion del trasloco

A meno che tu non abbia deciso di arrangiarti con la tua auto — o con quella di qualche anima generosa a cui dovrai almeno una cena — probabilmente avrai contattato una ditta di traslochi. Il giorno X ti ritroverai a fare da regista di un grande Tetris umano, mentre dei ragazzi robusti caricano e scaricano tutto.

Ricordati di concordare bene le modalità di carico e scarico, e fornisci all’autista o al responsabile la lista che hai preparato con il numero delle scatole e gli oggetti imballati. Spesso nel camion non ci sono solo le tue cose: meglio non lasciare nulla al caso.

Il nuovo inizio: prendere confidenza con la nuova dimora

Una volta arrivati a destinazione, si apre un nuovo capitolo. Mentre spacchetti e disponi gli oggetti familiari, inizi a scoprire le particolarità della tua nuova casa. È lì che la sensazione di avventura si fonde con quella di appartenenza, e poco a poco la nuova casa comincia davvero a diventare casa.

In fondo, il trasloco è molto più di uno spostamento da un punto A a un punto B. È un’esperienza che mette alla prova la nostra capacità di adattamento e ci ricorda che le sfide fanno parte del percorso. Mentre ti guardi intorno tra le scatole ancora chiuse, ricorda: il trasloco è un viaggio — non solo nello spazio, ma nelle emozioni e nella crescita.